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DIETA CHETOGENICA

Aprile 12, 2019 News

La dieta chetogenica nasce nel 1921 quando Russell Wilder la indicò per contrastare gli attacchi epilettici nei bambini resistenti alle terapie farmacologiche, questa alimentazione in quegli anni veniva utilizzata per la cura della cistite ,ricordiamoci che ancora non c’erano gli antibiotici (solo nel 1928 Fleming scoprì casualmente la penicillina ) e ad oggi è l’unica terapia per contrastare la sindrome da deficienza da Glut1.

Chetogenesi significa produzione di corpi chetonici. La chetogenesi è uno stato FISIOLOGICO in cui l’organismo entra quando si trova in condizioni metaboliche particolari, quali per esempio il digiuno. Con la chetogenesi si sfruttano fisiologicamente le riserve adipose per evitare all’organismo di trovarsi in condizioni di deficit energetico. Quando non si riesce a stoccare il substrato energetico per eccellenza (carboidrati), subentra la riserva energetica successiva che sono i chetoni. La chetosi è un meccanismo fisiologico di protezione usato da sempre dall’uomo, che gli ha permesso di sopravvivere alle carestie e ai lunghi digiuni. In chetosi si trova il neonato durante quasi tutta la fase di allattamento! In carenza di glucosio i corpi chetonici sono facilmente utilizzati dalla muscolatura scheletrica, dal sistema nervoso centrale e dal tessuto cardiaco, come fonte energetica.

Quando mi posso trovare in condizione di chetogenesi?

Quando sono a digiuno, con l’esercizio fisico (aerobico prolungato che mi porta a consumare la mia riserva di glicogeno) e con la chetogenesi indotta dalla dieta ( quando cioè la mia dieta è sicuramente povera di carboidrati).
Nella normalità, con situazioni di alimentazione normo o iper glucidica, i chetoni sono presenti in quantitativo molto basso (< 0.3 mmol) rispetto al glucosio (circa 4 mmol).
Per fare in modo che il nostro organismo “cambi carburante” occorre che la situazione si capovolga con la concentrazione di corpi chetonici che superi il glucosio. I Corpi Chetonici possono partire da circa 0.1 mmol dopo il digiuno notturno, salire a 3 mmol dopo 3 giorni di digiuno, fino ad arrivare a 7-8 mmol nei digiuni prolungati (>24 giorni).

Con il calo drastico o l’assenza di carboidrati, glucosio ed insulina calano, mentre il glucagone aumenta (ormone che inoltre ha una importante azione lipolitica antagonista a quella svolta dall’insulina). Quando la concentrazione di corpi chetonici sale fino ad un valore >4 mmol/L si osserva che la fame diminuisce in modo marcato e si registra un effetto definito anoressizzante ed euforizzante; questi ultimi 2 fattori sono quelli che determinano la mancanza di fame dopo i primi 3/4 giorni di dieta e la sensazione di benessere che la maggioranza dei soggetti registra durante questo tipo di nutrizione.

Risulta chiaro che non sono le proteine gli attori principali di questa dieta, NON E’ IPERPROTEICA, ma l’apporto delle proteine dovrà essere calcolato sulla base della composizione corporea e quindi in base alla quantità di massa magra.

A CHI E’ CONSIGLIATA LA DIETA CHETOGENICA

  • Obesità: BMI>30, Sovrappeso: 25>BMI<29, Sovrappeso associato a fattori di rischio, Diabete mellito di tipo 2 (e insulino-resistenza), Dislipidemia, Sindrome metabolica, Asma, Apnea del sonno, Patologie dell’apparato locomotore, Adiposità localizzate, Ritorno al peso forma dopo una gravidanza, Aumento del peso in menopausa, Sindrome dell’ovaio policistico, Infertilità legata all’obesità, Pre-intervento chirurgico.

…E PER IL DIMAGRIMENTO?

La dieta chetogenica può essere un valido aiuto per il dimagrimento, veniva chiamata infatti anche LIPOSUZIONE ALIMENTARE, ma è necessario conoscerne tutti i risvolti, i pro e i contro. Va eseguita con un monitoraggio e una pianificazione che non può essere solo dettata dalla moda, ma deve essere gestita da un professionista esperto.